

Barcellona = Cinema
C’è stato un tempo in cui faceva notizia che un attore o di un’attrice spagnola riuscissero ad approdare a Hollywood e ad aprirsi una breccia nell’esclusivo star system americano.
Oggi Barcellona si trova al centro dei riflettori del mercato cinematografico e rappresenta un fulcro di attrazione per attori-attrici di prima linea e registi di prestigio internazionale Lo dimostrano i numerosissimi film ambientati nelle sue location.
Il primo a scegliere Barcellona come scenario è precisamente Michelangelo Antonioni, che nel 1975 vi gira Professione: Reporter (The Passenger), interpretato da un giovane Jack Nicholson e da una già consacrata Maria Schneider. Nel film i tramvia utilizzati negli anni ’70 e il gioco fantastico delle forme e dei camini sulla terrazza della Casa della Pedrera delineano il ritratto di una Barcellona certamente diversa dall’attuale.

Tuttavia il film che ha lanciato la moda di Barcellona come città del cinema per eccellenza è stato Tutto su mia madre (Todo Sobre Mi Madre), diretto dal pluri-oscarizzato Pedro Almodóvar (1999). Almodóvar, che girava a Barcellona per la prima volta, è riuscito a captare l’essenza della città in tutta la sua immediatezza. Due le presenze essenziali intorno alle quali si articola il film: le attrici Penélope Cruz e Cecilia Roth.
A partire da questo momento l’industria cinematografica di Hollywood ha cominciato ad interessarsi a Barcellona, che si trasforma in uno dei set più richiesti per le grandi produzioni internazionali.
In precedenza, e in un contesto ben lontano dall’attualità cinefila, Barcellona aveva ospitato il thriller Scacco matto (Uncovered) diretto da Jim McBride nel 1994, un adattamento cinematografico dell’omonima novella dello scrittore spagnolo Arturo Pérez-Reverte. Interpretato da Kate Beckinsale, rappresenta una delle più interessanti vetrine del patrimonio architettonico della città catalana in generale e, in particolare, delle opere di Gaudí.
Una produzione francese di enorme successo, specialmente tra il pubblico giovanile, è L’appartamento spagnolo (Auberge Espagnole) del regista Cédric Klapisch (2002), girata a cavallo tra Parigi e Barcellona. Narra le vicissitudini di un giovane studente Erasmus francese, interpretato da Romain Duris, seguendone il percorso lungo La Rambla, il Parc Güell, la Sagrada Família e le spiagge di una Barcellona giovane, aperta e dinamica.
Più recentemente, la città ha fatto da sfondo a L’uomo senza sonno (The Machinist) diretta da Brad Anderson (2004), con Christian Bale, Jennifer Jason Leigh e la spagnola Aitana Sánchez Gijón. Il film immerge lo spettatore negli splendidi scenari offerti da Barcellona, con esterni del Porto e del Parco divertimenti del Tibidabo.
Nel 2005, è la volta di Fragile, del regista spagnolo Jaume Balagueró, che imprigiona la sua inquietante storia di terrore nella cornice gotica dell’ospedale pediatrico Mercy Falls. Richard Roxburgh ed Elena Anaya affiancano una inedita Calista Flockhart, lontana dai ruoli televisivi che la hanno resa celebre.
Tuttavia è Profumo – Storia di un assassino a marcare l’irruzione di film in grado di competere con le superproduzioni di Hollywood. Profumo - Storia di un assassino (Das Perfume: Die geschichte eines mörders), tratto dall’omonimo best seller di Patrick Süskind adattato per lo schermo dallo sceneggiatore Andrew Birkin e diretto da Tom Tykwer (2006) si avvale di un cast d’eccezione, in cui spiccano Ben Whishaw, Dustin Hoffman e Alan Rickman.
Il film si impregna del fascino di luoghi emblematici, quali il Barrio Gótico (Quartiere Gotico) e la Piazza Maggiore del Pueblo Español. Ambientato nel secolo XVIII, conta quasi 5.000 comparse, mentre la mitica compagnia teatrale Fura dels Baus ha curato la coreografia delle scene più complesse.
Impossibile non citare, poi, i due episodi “barcellonesi” di Manuale d'amore 2 – Capitoli successivi (2006), girato sulla scia del clamoroso successo della prima parte dal regista italiano Giovanni Veronesi, che ha scelto di saltare da Roma a Barcellona per tratteggiare un quadro comparativo della società italiana e spagnola di oggi. La bellezza di Monica Bellucci e Elsa Pataky
viene risaltata dallo sfondo di una Barcellona solare, con esterni che mostrano la Sagrada Família, il Barrio Gótico, la Villa e il Porto Olimpico e le spiagge della città.
Un altro film, forse meno conosciuto, girato nella città è Salvator - 26 anni contro (Salvador), basato sulla vita del giovane anarchico Salvador Puig Antich. Il regista Manuel Huerga (2006) ha scelto come set il Barrio Gótico, l'Università, il carcere Modelo e il cimitero di Montjuïc, rivisti attraverso l’ambientazione di un'epoca storica marcata dalla lotta, spesso tragica e indiscriminata, per la libertà.
Ma le riprese che hanno sucitato maggiore ripercussione mediatica nell'estate 2007 sono state quelle di Mezzanotte a Barcellona (Vicky Cristina Barcelona) il personalissimo omaggio di Woody Allen alla città, girato in parte a Barcellona. Con attori del calibro di Scarlett Johansson, Penélope Cruz e Javier Bardem, il film, uscito nell’agosto 2008, ha riscontrato un clamoroso successo di pubblico negli Stati Uniti.
Woody Allen, in collaborazione con il direttore della fotografia Javier Aguirresarobe, ha effettuato sopraluoghi accurati per individuare le location più indicate. Il paesaggio urbano delimitato da Woody Allen comprende il monumento a Cristoforo Colombo, il Centro Commerciale Maremagnum, il Club Marittimo, la Barceloneta, Pla de Palau e l’intero nucleo del Centro Storico, nonché l'imponente chiesa di Santa María del Mar, la calle Montcada, il Museo Picasso, la Sagrada Família e Las Ramblas.
…E, solo momentaneamente, al termine della lista un ultimo film, girato tra Tokyo e Barcellona, Map of the Sounds of Tokyo (2009), della geniale regista catalana Isabel Coixet, che ci fa riscoprire da un’insolita prospettiva la Plaça Rius i Taulet del Barrio de Gràcia e del mercato La Llibertat.
Barcellona… Ciak, si gira!
