

Itinerario Modernista di Barcellona - Parte Montagna.

Edifici più importanti:
Park Güell (1900-1914) 6 Architetto: Antoni Gaudí.
Progetto di una città giardino senza precedenti. Realizzato tra il 1900 ed il 1914, il Park Güell, aperto al pubblico nel 1922, fu dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità nel 1984. L’idea iniziale consisteva nella creazione di una città giardino, un’urbanizzazione modello lontana dal “tran tran” urbano, ma il progetto non andò in porto e delle 60 parcelle che ne dovevano far parte, solo se ne costruirono due. Il parco è circondato da un muro che ne delimita il perimetro ed ai lati della porta principale si innalzano due torri decorate con mattonelle. Risaltano le due piazze centrali: la prima è la così detta Sala delle Cento Colonne, anche se in realtà ne ha solo 86, dallo stile dorico, che terminano in una cornice sinuosa decorata con ceramica policroma. Da qui si può accedere, attraverso una bella scalinata, alla Grande Piazza Circolare, da cui si può apprezzare un eccellente panorama della città. Il lavoro ornamentale astratto di Josep Jujol risaltò quest’insieme geniale. .
Hospital de Sant Pau (1902) 25 Architetto:Lluís Domènech i Montaner.
c/ Sant Antoni Mª Claret, 167.
L’importanza di questo complesso architettonico si evince dal saper conciliare la funzione ospedaliera, per cui fu creato ed il suo lato più artistico, legato alla natura. Le vetrate piombate, elementi della purezza dell’anima, sono onnipresenti nel monumento che l’Unesco dichiarò Patrimonio dell’Umanità nel 1977. Le sculture, i gargoyle, i fregi ed i bassorilievi sono opera di Pau Gargallo e costituiscono gli elementi più visibili. Però, sotto terra, una galleria sotterranea facilita il collegamento tra gli edifici, grazie alla quale si considera come modello di ingegneria civile a livello mondiale. Tutto il monumento, inizialmente fu progettato con 48 padiglioni, ed è pensato sia per facilitare il lavoro degli staff medici, come per offrire al visitante un museo all’aperto. Le laboriose opere in ferro battuto convivono con le sale operatorie, la biblioteca, la chiesa ed il pronto soccorso. I suoi numerosi padiglioni in stile neomudejar sono circondati da bei giardini.
Pavellons Güell (1887) 30 Architetto: Antoni Gaudí.
Av. de Pedralbes, 7.
Eusebi Güell (mecenate di Gaudí) volle ampliare nel 1883 l’immensa mansione che suo padre aveva comprato da qualche anno nella zona di Pedralbes. Si affidò a Gaudí una parte dei lavori di riforma (1884-1887), che furono diretti da Joan Martorell. Gaudí progettò il giardino ed i padiglioni d’entrata della tenuta dalla strada (oggi paseo de Manuel Girona) che si imboccava dalla carretera de Sarrià. Alla fine del XIX secolo, nella tenuta si trovava la residenza estiva dei Güell e le terre da coltivo che la famiglia sfruttava. Per quest’opera, Gaudí s’ispirò al Giardino delle Esperidi, così come Jacint Verdaguer lo descriveva nel suo grande poema L’Atlantide. Verdaguer aveva dedicato questo poema al suocero di Güell, il Marchese di Comillas e curiosamente l’aveva ultimato in questa stessa tenuta. L’entrata distacca specialmente per la cosiddetta “Porta del Drac” (porta del drago), una grande scultura in ferro battuto che simbolizza il drago mitologico di Verdaguer, con ali di pipistrello, corpo squamato, bocca aperta e lingua sinuosa. L’avversario del drago non era san Giorgio ma Ercole, perché L’Atlantide era un poema in cui i riferimenti si erano mediterraneizzati. L’albero del giardino delle Esperidi di Verdaguer, per esempio, non è un melo, come nel mito classico, ma un arancio mediterraneo: sullo stipite destro della “Porta del Drac”, Gaudí collocò una piccola scultura di un arancio con arance dorate. Fu dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.
Casa Vicens (1885) 3 Architetto: Antoni Gaudí.
c/ Carolines, 18.
Segna l’inizio del Modernismo. Il progetto evidenzia il fatto che fu eseguito su incarico di un fabbricante di mattonelle, nel 1883, Manuel Vicens Montaner affidò a Gaudí la realizzazione di questo peculiare edificio neogotico. La sua decorazione dei mosaici evoca lo stile orientale e costituisce un preannuncio della portentosa immaginazione di Gaudí. Fu dichiarato dall’UNESCO Patrimonio dell’Umanità.
La Rotonda (1918) 5 Architetto: Adolf Ruiz i Casamitjana.
Pg. de Sant Gervasi, 51.
Progetto del 1902, anche se di esecuzione tardiva. Una concezione quasi epica, ben adattata al luogo rilevante.
Altri edifici:
Casa Bellesguard (1909) 1 Architetto: Antoni Gaudí.
c/ Bellesguard, 16.
Progettata e costruita da Gaudí tra il 1900 ed il 1909, la casa Bellesguard si trova nello stesso luogo dove, in passato, si trovava un antico castello. Questo passato medievale servì a Gaudí come elemento d’ispirazione per costruire il nuovo Bellesguard, nome che fa riferimento al bellissimo panorama – belvedere – su Barcellona. La casa ricorda il passato medievale ed ha una certa apparenza esterna di un castello con torre e feritoie, anche se l’orma di Gaudí è evidente. La verticalità dell’edificio è risaltata dalla torre con forma conica, coronata dalla croce a quattro punte, caratteristica dell’opera di Gaudí. I materiali costruttivi son la pietra ed il mattone, decorati splendidamente con mosaici disegnati e decorazioni in ferro battuto.
Casa Roviralta “Frare Blanc” (1913) 2 Architetto: Joan Rubió.
Av. Tibidabo, 31.
Edificio unifamiliare che conserva tutto l’aroma dell’epoca e di quella zona residenziale unica.
Col•legi de les Teresianes (1890) 4 Architetto: Antoni Gaudí.
c/ Ganduxer, 85-105.
La precaria situazione economica del proprietario non fu da ostacolo per conseguire, nonostante l’austerità, una grande opera.